Decreto 4 ottobre 2005 (il cosiddetto Decreto Landolfi)

Comma 3 dell'articolo 1:

3. All'art. 6, comma 1, lettera f) del medesimo decreto dopo "dalle medesime utilizzazioni" si aggiungono le parole "in particolare secondo quanto previsto dalle raccomandazioni CEPT ERC/REC 70/03 e successive modifiche".

Comma 1 del'articolo 2:

1. In relazione a quanto disposto dalla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 183/03/CONS, i soggetti autorizzati all'offerta al pubblico, attraverso reti ed applicazioni Radio LAN nella banda 2,4 GHz o nelle bande 5 GHz, di reti e servizi di comunicazione elettronica, ai sensi dell'art. 3 del decreto ministeriale del 28 maggio 2003, come modificato dal presente decreto acconsentono in maniera non discriminatoria ad ogni ragionevole richiesta di accesso indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, ai sensi del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259.


Cosa dice in sintesi la normativa europea recepita nel Decreto

In buona sostanza la direttiva europea demanda la definizione delle regole tecniche per le radioemissioni, le relative frequenze, e il loro utilizzo "armonizzato" nei paesi UE tramite la direttiva stessa a un comitato tecnico denominato ETSI (European Telecommunications Standards Institute) di propria diretta emanazione, questo è il link al sito di riferimento ETSI, per questo tipo di normativa tecnica.


I documenti tecnici (con molte e differenti sigle) sono voluminosi e destinati alla lettura di tecnici addetti ai lavori e costruttori o industria e non sono di immediata comprensione, apriremo eventualmente in seguito (se se ne rileveranno interesse e richiesta diffusi) un repository su questo stesso sito che ne consenta la consultazione on-line nelle modalità consentite dall'ETSI stessa che prevedono una registrazione per potervi accedere, tuttavia, ci preme in questa sede sintetizzare gli aspetti salienti concreti in modo il più possibile chiaro e comprensibile.

Frequenze interessate:

Le frequenze interessate sono raggruppate essenzialmente in 2 grandi fascie:

1) 2.4 GHz Giga Hertz suddivise in 13 possibili canali sovrapponibili di larghezza pari a 20 MHZ (anche se sono utilizzabili ampiezze di 40MHZ).

2) 5 GHz Giga Hertz suddivise in 12 possibili canali distinti e non sovrapposti di larghezza pari a 20 MHZ (solo di recente e con una revisione tecnica sono divenute utilizzabili ampiezze di 40MHZ tramite dispositivi cosidetti "beam forming" MIMO e 802.11n).

Ambedue i gruppi di frequenze rientrano nella categoria delle microonde ad alta frequenza non ionizzanti.

Indoor e outdoor:

La normativa tecnica di riferimento distingue in funzione dell'utilizzo degli apparati alcune caratteristiche e requisiti tecnici delle apparecchiature in funzione del loro utilizzo in ambienti chiusi o confinati (cosiddetti Indoor) oppure in ambienti esterni o aperti.

Senza il rispetto di tali requisiti non sono ottenibili nè il marchio CE (corredato per questa specifica classe di produzione industriale di una specifica numerazione certificata) nè è possibile installare, utilizzare commercializzare o importare apparecchi di tale classe.

Ciò assodato e ignorate le particolarità relative ai requisiti "elettromeccanici" (alimentazione tensioni ecc.) andiamo alla parte relativa alla potenza di emissione che va calcolata tenendo conto anche del guadagno eventuale ottenuto dalla antenna e non solo dalla potenza emessa direttamente dalla parte radiofrequenza degli apparati:

Per gli apparati operanti nelle frequenze a 2.4 GHz la potenza massima di emissione consentita è di 100 mW (100 milliwatt) equivalenti a 20 DBm (20 decibel metro) E.I.R.P. sia che gli apparati operino Indoor sia che gli apparati operino outdoor, dove ovviamente 1000 milliwatt = 1 watt e dove, quindi, 100 milliwatt equivalgono a un decimo di watt.

Per gli apparati operanti nella fascia di frequenze a 5 GHz la potenza massima di emissione Indoor è pari a 100 mW (100 milliwatt) equivalenti a 20 DBm (20 decibel metro) E.I.R.P. esattamente la stessa degli apparati a 2.4 GHz.

La potenza massima di emissione per gli apparati operanti nella fascia di frequenze a 5 GHz utilizzati in ambienti esterni o aperti (outdoor) è di 1 Watt equivalente a 30 DBm (30 decibel metro) E.I.R.P.

La sigla E.I.R.P. sta a indicare che tale potenza va rilevata rispetto ad un dipolo "teorico isotropico".

In parole più semplici E.I.R.P. significa che misurando la potenza emessa in una qualunque direzione rispetto ad una sfera avente come centro il punto di emissione la potenza indicata è limite invalicabile.

Si tratta in realtà di un modo (piuttosto cervellotico) di limitare la densità di campo; la FCC (Federal Communications Commission), ente USA che svolge le funzioni che sono assegnate in europa all'ETSI, usa criteri più rigorosi (misurazione diretta della densità di campo in volts per metro volts per pollice oltre che della potenza assoluta) che rendono (pur essendo più rigorosi) più elastica la applicazione delle norme Indoor Outdoor.

Abbiamo citato la normativa FCC, non casualmente, poiché moltissimi apparati di importazione hanno la doppia certificazione FCC e CE.

Se avete in casa un apparato Wi-Fi di questo genere (molto comune) vi sarà probabilmente facile osservare vicino alla marcatura CE la presenza di un punto esclamativo (!) che indica che l'apparato è di libero uso e commercializzazione, ma che è responsabilità di chi lo installa e lo utilizza accertarsi che i parametri che informano il sotware/firmware dell'apparato di trovarsi a operare in un paese sottoposto a normativa ETSI invece che FCC, siano correttamente impostati, in quanto i limiti di emissione sono diversi per i 2 regolamenti.


Un'idea di massima per fare qualche confronto

Prima di iniziare è opportuno fare alcune premesse:

1) A frequenze diverse corrispondono effetti diversi anche a parità di potenza emessa sull'ambiente, sulle cose e sugli organismi viventi, è quindi assolutamente sbagliato e fuorviante paragonare gli effetti di campo o di una emissione di onde elettromagnetiche tra loro molto distanti.

A titolo di esempio un'onda elettromagnetica ad una frequenza dell'ordine delle centinaia di hertz non produce effetti significativi ad una potenza di 800 Watt mentre un'onda elettromagnetica a 2.4 GHz della stessa potenza (800 Watt) cuoce il cibo in un forno a microonde.


2) Non è lecito fare ragionamenti sulla "somma degli effetti" ciascun tipo di onda elettromagnetica di ogni frequenza e ogni intensità produce solo l'effetto che le è proprio (per quella frequenza e quella potenza di emissione).

Solo le emissioni Ionizzanti comportano una sommatoria dei loro effetti (ad esempio raggi x, particelle alfa, emissione di ioni, particelle subatomiche o emissione di elettroni ecc.) le emissioni ionizzanti sono (per usare una approssimazione di facile comprensione) di natura "corpuscolare" ovvero hanno un comportamento assimilabile alla emissione di una scarica di "palline", in cui l'effetto di ogni pallina sul bersaglio, si cumula con quello delle altre palline che lo colpiscono.

3) Pur essendo valido in senso assoluto e relativo quanto detto per le premesse 1 e 2 è plausibile sia pure con una certa approssimazione paragonare o confrontare (non sommarne gli effetti) grandezze (frequenza e potenza) che siano sostanzialmente simili o omogenee o molto vicine.

Sono ad esempio molto vicine frequenze come quelle utilizzate nella telefonia mobile di tipo "3g" (UMTS), WiMAX, "4g" (LTE), WI-FI sono invece molto lontane frequenze tipo 900MHz (usata anche dal normale GSM non UMTS) e quelle sopra elencate (tutte invece superiori o molto vicine ai 2GHz).

Altrettanto distanti sono le frequenze utilizzate ad esempio dalla tv digitale terrestre pur essendo impiegare a potenze enormemente più elevate.

Fatte queste premesse (e solo dopo averle fatte) è lecito dire che una cella wifi genera una radiazione elettromagnetica 100 volte inferiore a quella di una cella umts mentre una stazione wifi genera una radiazione elettromagnetica 10-15 volte inferiore a quella di un cellulare umts di uso comune.

Allo stesso modo si può ragionevolmente sostenere (con più di una freccia al proprio arco) che la attuale tecnologia wifi (molto migliore e molto diversa da quella di prima generazione) sia quella a più basso impatto ambientale per densità di informazione trasportata.

Le attuali tecnologie MIMO (IEEE 802.11n) consentono comunicazioni FULL DUPLEX e fino (e oltre) 300 Mbit/sec.

Ulteriori evoluzioni sono già pianificate.

Ovviamente le basse potenze di emissione e la elevata banda comunicativa disponibile si pagano con una minore (o nulla a seconda dei casi e dei materiali) penetrazione degli ostacoli e una minore distanza di propagazione e quindi la soluzione pratica per risolvere il problema consiste nell'aumento del numero delle stazioni di bassissima emissione a parità di territorio... ma questa è una altra storia...